ROMA - La costituzione italiana, nata dopo il referendum del 2 giugno 1946, non avrebbe alcuna validitā. Il fondatore del partito comunista Palmiro Togliatti non aveva la cittadinanza italiana e pertanto non avrebbe potuto firmare nel 1944 il decreto legge nel quale si stabiliva lelezione di unassemblea costituente (della quale faceva anche parte) che si sarebbe occupata della stesura della Carta italiana.
Quella firma invaliderebbe la Costituzione stessa. Lo sostiene il legale Giovanni Di Stefano, noto per aver difeso, tra gli altri, Saddam Hussein e Slobodan Milosevic.
La doppia cittadinanza non era permessa dalla legge prima del 15 agosto 1992. Essendo Togliatti cittadino russo non poteva pių essere italiano.
Di Stefano ha deciso di agire e impugnando larticolo 50 ha inviato al Parlamento unistanza ufficiale per emanare opportuni provvedimenti legislativi tesi ad annullare la Costituzione.
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